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Sentitamente ringrazio

Matteo | 24 febbraio 2010

La soddisfazione del cliente è la mia soddisfazioneLa soddisfazione del cliente è la nostra soddisfazione. In alcuni casi è la rovina di ogni nostro tentativo di dieta.

Grazie Paolo e al tuo studio di registrazione.

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Nuovo obbligo di legge: indicazioni negli atti e nella corrispondenza

Matteo | 23 ottobre 2009

Riceviamo un avviso dal nostro commercialista che pone alla nostra attenzione l’entrata in vigore della legge n. 88 del 7 luglio 2009 impone alcuni obblighi per le società con obbligo di iscrizione al registro delle imprese (come recepimento di una direttiva europea 2003/58/CE 15 luglio 2003 sui requisiti di pubblicità di alcuni tipi di società).
PANICO, nuova legge, nuovo casino.

L’articolo 42 modifica gli articoli 2250 e 2630 del codice civile come segue:

Art. 2250.
Indicazione negli atti e nella corrispondenza.

Negli atti e nella corrispondenza delle società soggette all’obbligo dell’iscrizione nel registro delle imprese devono essere indicati la sede della società e l’ufficio del registro delle imprese presso il quale questa è iscritta e il numero d’iscrizione.

Il capitale delle società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata deve essere negli atti e nella corrispondenza indicato secondo la somma effettivamente versata e quale risulta esistente dall’ultimo bilancio.

Dopo lo scioglimento delle società previste dal primo comma deve essere espressamente indicato negli atti e nella corrispondenza che la società è in liquidazione.

Negli atti e nella corrispondenza delle società per azioni ed a responsabilità limitata deve essere indicato se queste hanno un unico socio.

[omissis]

[omissis]

[omissis]

Nota: i tipi di società son Spa (capo V ), Sapa (capo VI) e Srl (capo VII)

Art. 2630.
Omessa esecuzione di denunce, comunicazioni o depositi.

Chiunque, essendovi tenuto per legge a causa delle funzioni rivestite in una società o in un consorzio, omette di eseguire, nei termini prescritti, denunce, comunicazioni o depositi presso il registro delle imprese, ovvero omette di fornire negli atti, nella corrispondenza e nella rete telematica le informazioni prescritte dall’articolo 2250, primo, secondo, terzo e quarto comma, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 206 euro a 2.065 euro.

In pratica per tutte le società di capitali (Società per azioni, Società in accomandita e Società a Responsabilità Limitata) è fatto obbligo indicare, in tutti gli atti e nella corrispondenza:

  • la sede della società
  • il numero e luogo del Registro delle imprese ove la società è iscritta;
  • il capitale sociale effettivamente versato e quale risulta esistente dall’ultimo bilancio;
  • lo stato di liquidazione della società a seguito dello scioglimento (se applicabile)
  • lo stato di società con socio unico (se applicabile)

A prima vista non dovrebbero esserci tanti problemi: si tratta di mettere un elenco di dati sugli atti, sulla corrispondenza e nella rete telematica.

Ma.

  • Cosa sono gli atti?
  • Cos’è la corrispondenza?
  • E la rete telematica?

Aspettate, riformulo:

  • Cosa sono gli atti per il legislatore?
  • Cos’è la corrispondenza per il legislatore?
  • Cos’e la rete telematica per il legislatore?

Qui nascono i problemi.

A voler interpretare questa bella cosa qui, si potrebbe desumere che su:

  • preventivi
  • fatture
  • documenti di trasporto
  • conferme d’ordine
  • e vari documenti simili

è fatto obbligo inserire tutta la pappardella di quanto scritto.

Ma la corrispondenza? Tutte le lettere? Devo aggiungere tutta la lista dei dati?

Direte: poco male, basta inserire nel modello di stampa dei documenti del programma di contabilità un paio di righe in più, nel modello dot aggiungere una casella di testo…

E la rete telematica? Il mio sito web, va bene, una piccola modifica, ma se la mia azienda fosse presente su un paio di social network? Il rimando al mio sito è sufficiente? E ancora: le mail non sono nella rete telematica? Tra l’altro sono pure corrispondenza. Quindi mi troverò ad inviare delle mail del tipo:

Confermo per domani alle 15.00

Matteo Miotto
account
mail@santfe.com

Santa Fe Srl
Via Steffani, 15/a – 31100 Treviso
Tel: +39 0422 540586
Fax: +39 0422 546248
info@santfe.com
P.iva e Cod. Fisc: 03379470267
Registro imprese Treviso n. 267842
Capitale sociale € 15.600,00 i.v.

E poi il dubbio. Ma il catalogo è considerabile come corrispondenza? I biglietti da visita? Le buste, volantini, brochure, dépliant… Panico, panico e panico! Che poi tra l’altro se vengono considerati tali dovrei ristampare tutto ogni volta che mi cambia il bilancio! Vabbè, io il bilancio non lo cambio…

Calma. Chiediamo al commercialista. Lui sa! E la risposta è che secondo lui bisogna scrivere tutto ovunque. Ma siamo sicuri? Io ho dei dubbi a riguardo. Nono, se l’ha detto lui… si ma non è avvocato. Si ma lui segue queste cose…

STOP.

Esiste un servizio che si chiama Linea Amica, il simpatico servizio che ti permette di chiedere qualcosa a qualcuno (tra l’altro guardate la favicon del sito e ditemi se non è identica all’icona dell’AVG…).

Comunque telefono e mi assicurano che passeranno la pratica ad un consulente competente in materia. Tra me e me penso che probabilmente moriremo con quel dubbio! Ma devo ricredermi: linea amica funziona!!!

E maledetta quella volta!

Vi faccio un piccolo riassuntino per punti di quanto ho scatenato con la mia richiesta: devo mettere tutti i dati anche sul biglietto da visita? La Ragazza che ha adottato la mia causa si è messa in moto e mi chiama ad ogni piccolo passo verso la risposta.

  1. La prima camera di commercio ad aver espresso qualcosa di chiaro (mi pare Firenze, ma non ho tempo di controllare) ha confermato che si tratta solo di un’interpretazione e che non esiste nessuna nota interpretativa ufficiale a riguardo.
  2. La ragazza si è messa in contatto con il ministero dello sviluppo economico, riuscendo a contattare il responsabile per i registri delle imprese, il quale ha concesso un appuntamento telefonico per il giorno successivo per dare una risposta al quesito.
  3. L’appuntamento telefonico è slittato di 24 ore, ma la risposta è arrivata: noi siamo competenti solo per quanto riguarda le comunicazione che dalle aziende arrivano alla P.A.
  4. La ragazza mi ha chiamato sconsolata avvisandomi che da lunedì proverà due strade contemporaneamente: il ministero di grazia e giustizia e il garante della privacy.
  5. A quanto pare nemmeno il ministero di grazia e giustizia è competente in materia, ma pare che sia interpretazione comune ma non ufficiale che nei biglietti da visita e nelle comunicazioni “pubblicitarie” non si renda necessario inserire tutti quei dati.

A questo punto, appena saprò qualcosa, vi farò sapere. Nel frattempo cambiate la firma delle email e inserite i dati nel sito!!!

Se avete note appunti, se siete avvocati, se… insomma commentate che cerchiamo di capire insieme!

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URL Rewriting: consigli per realizzare una buona strategia

Davide Magnan | 24 luglio 2009
Eyetracking Search Engine Results Page

Eyetracking Search Engine Results Page

Nel precedente articolo intitolato URL Rewriting: vale ancora la pena usarlo? abbiamo visto come l’uso di URL statici può far molto bene al nostro sito per quanto riguarda l’indicizzazione, il posizionamento e altri fattori.

Con questo articolo vedremo invece quali sono alcuni consigli per riscrivere gli URL e i trucchi per ottimizzare il file .htaccess, che ricordiamo è necessario per l’azione di URL rewriting in server Apache.

Cominciamo con i consigli:

  • usa [L] alla fine di ogni riga/regola; per chi ha dimestichezza con la programmazione questa funzione ha lo stesso scopo del break in un ciclo. In sostanza ogni volta che si esegue una pagina viene processato l’htaccess riga per riga. Inserendo [L] alla fine di ogni riga impediamo al server di processare tutte le successive regole,  evitando così un inutile spreco di risorse;
  • mantieni gli URL più corti possibili: MarketingSherpa ha rilevato che un URL breve ottiene più del doppio di clic rispetto a uno lungo. Nello specifico un URL lungo distoglie l’attenzione del title e dalla description e sembra fungere da deterrente per i click;
  • usa la keyword nel nome del file piuttosto che nella directory/subdirectory: porta più benefici in termini di posizionamento;
  • usa il trattino fra una parola e l’altra: Cutts consiglia di migliorare l’estetica,  l’usabilità e la compatibilità degli URL con gli standard futuri. Per gli URL che contengono parole chiave (es. sito.com/parola-chiave/), Cutts raccomanda l’uso dei trattini fra un termine e l’altro. Nel caso non fosse possibile, l’underscore. (fonte: http://docs.google.com/present/view?id=ddvhbrqf_126gc346qdh – diapositiva 27);
  • Usa sempre le minuscole: gli URL in minuscolo sono più graditi dagli utenti (maggiore CTR nella SERP);

Cose da non fare:

  • Non inserire spazi tra una parola e l’altra (es. sito.com/parola chiave/);
  • Non usare più di 5 parole nell’ultima parte dell’URL;
  • Non superare i 3-4 sottolivelli negli URL;
  • Non usate mai URL che terminano con estensioni strane, tipo .exe o .o;
  • Non usate caratteri diacritici (es. á, é, ó, ú, ñ, ç) negli URL in quanto non sono compatibili con tutti i browser e i motori di ricerca;
  • non ripete ossessivamente la stessa keyword: un URL del tipo miosito.com/mobili/mobili-arredo-mobili/mobili-casa.html potrebbe essere considerato spam. Usa piuttosto dei sinonimi;

Avete qualche altro suggerimento da proporre?

Articoli da cui ho preso spunto:
SEO Best Practices for URL Structure
URL Structure: The Closer to the Root – the Better?
Supercharge Your URLs For Maximum SEO Impact

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Google Live Chat: video e aspetti da ricordare

Davide Magnan | 15 giugno 2009

Qui il video della Live Chat di Google che si è tenuta venerdì 18 giugno

Ecco i principali punti trattati nell’arco dei 30 minuti dalla Google Italian Live Chat:

Contenuto duplicato:

Definizione di contenuto duplicato: blocchi di testo importante identici o molto simili all’interno dello stesso o tra diversi domini.

Viene ribadino una volta per tutte che i contenuti duplicati NON causano penalizzazioni, a meno che questi non siano fatti esclusivamente per alterare il posizionamento nella SERP.

Ma allora perché è dannoso?

  • diluizione della popolarità: i link in entrata puntano a versione diverse dello stesso contenuto
  • crawling inefficiente: il contenuto duplicato rende difficile la vita agli spider

Come evitarlo:

  • usa il redirect 301 permanente dalla pagina duplicata a quella originale
  • usa l’attributo rel=”canonical” per specificare la versione originale
  • specifica nel Google Webmaster Tool il dominio preferito (con o senza www)
  • invia una Sitemap con la versione preferita dell’URL
  • usa i cookies o le sessioni al posto di variabili nel GET per tracciare gli utenti
  • rimuovi parametri superflui dall’URL
  • evitare link a URL differenti dell’home page (es. miosito.it/index.php)
  • blocca versioni alternative delle pagine (ad es. la versione stampabile) con regole specifiche nel robotx.txt

Falsi miti SEO:

  • il PageRank è tutto! (il PageRank è semplicemente 1 degli oltre 200 fattori)
  • il testo nascosto aiuta il mio sito (è una tecnica molto pericolosa)
  • AdWords, AdSense o Analytics possono aiutare o danneggiare un sito ( sono innocui)
  • keyword-stuffing, ovvero riempire le pagine di parole chiave aiuta nel posizionamento (potrebbe risultare dannoso)
  • se il sito è ben posizionato, non modificarlo (aggiornare i contenuti non può che far bene agli utenti)
  • essere in 1000 directory è importante (il posizionamento del nostro sito non subirà alcun cambiamento)

E voi quali punti interessanti avete trovato?

Un ringraziamento a Eliseo per avermi fornito l’audio della chat :D

<object width=”519″ height=”389″><param name=”allowfullscreen” value=”true” /><param name=”allowscriptaccess” value=”always” /><param name=”movie” value=”http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5218055&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1″ /><embed src=”http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=5218055&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1″ type=”application/x-shockwave-flash” allowfullscreen=”true” allowscriptaccess=”always” width=”519″ height=”389″></embed></object>
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Advanced Web Ranking: monitorare il rank dei tuoi siti

Davide Magnan | 12 giugno 2009

Advanced Web Ranking

Fare il SEO (Search Engine Optimization) è un lavoro appassionante, quasi sempre. Creare strategie perché un sito sia ben posizionato e quindi raggiungibile dagli utenti è il primo passo che ogni buon tecnico SEO deve compiere.

Dopo aver costruito il sito, tuttavia, inizia il lavoro noioso: controllare costantemente i risultati di posizionamento ottenuti dal proprio sito (o dai siti di diversi clienti) nei maggiori motori di ricerca e per tutte le keywords selezionate in fase di analisi, tenendo in debito conto del comportamento nelle SERP (Search Engine Result Pages) dei siti dei concorrenti. Purtroppo fare web marketing non è un’operazione finita con la pubblicazione di un sito. Tutte le fasi di analisi e le strategie scelte devono iniziare ad essere applicate proprio dopo la pubblicazione del sito. Controllare il posizionamento del sito per ciascuna parola chiave in diversi motori di ricerca (mica esiste solo google!), oltre che ad essere molto noioso è altamente dispendioso a livello di tempo.

La soluzione è un software per l’analisi del posizionamento on-line sviluppato dalla Caphyon Ltd: Advanced Web Ranking

Il suo utilizzo è molto semplice e gli step sono molto veloci. Il programma si basa su “progetti”. Ciascun progetto comprende i motori di ricerca selezionati, le keywords da controllare e i domini da monitorare.

Il primo passo è quello di scegliere i motori di ricerca nei quali vogliamo monitorare il nostro sito. La lista dei motori di ricerca include oltre 1000 motori di ricerca di tutto il mondo con le versioni nelle varie lingue. La scelta è molto vasta: oltre a Google, Yahoo e MSN, il programma permette di selezionare anche il neonato Bing! Inoltre, per ogni motore è possibile selezionare anche la ricerca delle pagine scritte in italiano e delle pagine provenienti dall’Italia.

Successivamente dobbiamo selezionare le parole chiave che ci interessano. In questo caso la scelta è molto ampia sulla modalità. Si possono utilizzare alcuni tool on line di keywords suggestion (come ad esempio google suggest e wordtraker), si possono inserire manualmente le keywords preferite o si possono importare direttamente da un file di testo o da un sito internet.

Infine dobbiamo selezionare il dominio (o i domini) che vogliamo monitorare per le parole chiave scelte nei motori selezionati.

Dopo aver completato queste semplici operazioni, sarà possibile iniziare il lavoro. Il programma interrogherà i motori di ricerca controllando il posizionamento per le parole chiavi prescelte. Il programma è stato realizzato per essere search engine friendly ed utilizza le API di Google e di Yahoo. Questo significa che l’interrogazione che il programma fa ai motori di ricerca non è assolutamente penalizzante per i siti da controllare. L’uso di queste API non è comunque obbligatorio, quindi non dovrete per forza richiederne una! È infatti possibile tramite l’interfaccia opzioni impostare l’intervallo tra una ricerca e l’altra, così da evitare sospetti da parte dei motori di ricerca.

I risultati ottenuti da questo programma permettono di verificare quotidianamente il posizionamento delle chiavi per i nostri siti. Si possono consultare le tabelle di andamento delle keywords, che permettono di visualizzare i diversi posizionamenti che il sito analizzato conquista nel tempo. Si possono inoltre controllare le SERP relative alle parole chiave selezionate per controllare la posizione dei nostri competitors.

Inoltre c’è la possibilità di creare report avanzati e altamente personalizzabili sulle performance dei nostri siti. Questa è una funzione molto utile per poter ad esempio condividere o fornire i risultati ai propri clienti.

Un altro punto a favore di questo programma è l’interfaccia completamente in italiano, che facilita notevolmente la comprensione di quello che si sta facendo.

E’ possibile anche pianificare diverse operazioni come gli aggiornamenti della SERP dei nostri siti o l’invio tramite e-mail dei report generati in automatico oppure uploadare questi report su uno spazio FTP. Queste operazioni pianificate sono facilmente configurabili e permettono di impostare l’orario e la frequenza di aggiornamento.

Le versioni più interessanti di Advanced Web Ranking sono 3: Standard, Professional e Enterprise.

  • Standard: permette di svolgere le principali funzionalità descritte finora. Costa 99$
  • Professional: in più rispetto alla Standard permette di creare e personalizzare i report e zapparli ed inviarli per e-mail o uploadarli in uno spazio FTP, inviare l’indirizzo internet del proprio sito a tutti i motori di ricerca disponibili. Costa 199$
  • Enterprise : oltre alle precedenti 2 versioni offre una funzionalità molto comoda, ovvero ricerca le parole chiavi associate a quelle da noi fornite. È quindi molto comodo per ottenere tutte quelle keywords potenzialmente appetibili per il nostro sito. Inoltre permette di visualizzare il Google Page Rank per ogni dominio del progetto. Costa 399$

Per un confronto più completo tra le versioni vi invito a visitare questa pagina (http://www.advancedwebranking.com/feats-list.html) direttamente dal sito ufficiale.

Qui alla Santa Fe riteniamo Advanced Web Ranking un ottimo strumento al quale non possiamo fare a meno per le nostre campagne di web marketing; senza di esso chissà quanto tempo perderemo a tracciare la posizione dei siti nei vari motori di ricerca per le corrispondenti parole chiave…

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URL Rewriting: vale ancora la pena usarlo?

Davide Magnan | 3 giugno 2009

Qualche mese fa ho letto una notizia pubblicata nel Webmaster Central Blog alquanto sconcertante: sono meglio gli URL dinamici che quelli statici! Ma come…e tutto il mio lavoro prima nell’imparare ad usare il mod-rewrite e poi nel personalizzare il tutto su ogni sito non solo non conta nulla, ma anzi…è pure penalizzante?!

Google dopo qualche giorno ha provveduto a fornire informazioni più dettagliate, ad esempio Matt Cutts ha commentando scrivendo:

what this post says is “We do a solid job on sites with dynamic parameters, and lots of people make mistakes when they try to rewrite their urls to look static, so you might want to try the dynamic parameter route because that can work quite well.”

Fonte: http://sphinn.com/story/74522#c54232

In sostanza se si legge bene l’articolo non se ne ricava che URL “statico” è preferibile all’URL “dinamico”, ma piuttosto che il rewriting deve essere fatto bene altrimenti crea più problemi di quanti ne risolve!

Quindi…vale ancora la pena continuare a usare il rewriting?

Se ne è parlato a lungo in molti SEO blog e vorrei riassumere in questo articolo i punti più salienti, dividendoli in pro e contro:

Perché usare l’URL Rewriting:

  1. Non esiste solo Google
    Innanzitutto non tutti i motori di ricerca riescono come Google a indicizzare senza problemi gli URL dinamici, soprattutto quelli con numerosi parametri
  2. Maggiore Click-through rate (percentuali di click nella SERP)
    È statisticamente dimostrato come gli utenti sono più invogliati a cliccare sui risultati che hanno URL espliciti e chiari; inoltre nella pagina dei risultati gli URL che contengono le keywords cercate vengono formattati in grassetto e questo cattura indubbiamente l’attenzione dell’utente
  3. Ottima tecnica SEO
    I motori di ricerca attribuiscono un maggior punteggio se le keywords sono presenti anche nell’URL
  4. Struttura del sito più chiara
    Permette di ottenere una struttura gerarchica delle pagine del sito, costruendo una piramide dei contenuti
  5. URL più facile da ricordare
    Vi ricordate più facilmente di un URL come /prodotti/prodotto.php?id=35&cat=12 oppure  /nomecategoria/nomeprodotto/ ?
  6. Sfruttare la barra degli indirizzi dei browser moderni
    Alcuni browser, come Firefox, digitando direttamente una parola (ad es. nomeprodotto) nella barra degli indirizzi, richiamano i siti presenti nella cronologia. Utilizzare l’URL rewrite permette all’utente di trovare una pagina già visitata partendo da un nome facile per lui da ricordare…ecco che avere parole chiave negli URL faciliterà questa funzione
  7. Colpo d’occhio immediato nei report delle statistiche
    È molto più semplice la lettura delle statistiche e l’individuazione del significato delle pagine. Per chi come me usa Google Analystic non ha problemi a capire cosa intendo… e lo stesso credo che valga per tanti altri SW per l’analisi del traffico web
  8. Tempo di intervento ridotto
    Non è difficile imparare ad usare il mod-rewrite e una volta capito il tutto è una questione di qualche minuto implementarlo per ogni nuovo sito

Perché Google non incoraggia l’URL Rewriting?

  1. Evitare che improvvisati SEO facciano danni
    Usare l’url rewrite senza buonsenso rallenta notevolmente la navigazione del sito sia agli utenti che agli spider
  2. Evitare contenuti duplicati
    Se usato male potremmo avere più pagine identiche ma visualizzabili con URL diversi e questo provocherebbe del contenuto duplicato che non facilita di sicuro la vita agli spider;

Tirando le somme, se fatto con metodo i vantaggi per trasformare gli URL dinamici in statici ce ne sono eccome…quindi non credete a quello che si legge in giro ma fidatevi di me! ;-)

E voi cosa ne pensate?

Nel prossimo articolo vedremo quali regole usare e quali evitare per scrivere un buon file .htaccess e le tecniche per scrivere URL ottimizzate!


Letture consigliate da cui ho preso spunto:
Simone Carletti’s Blog

motoricerca.net
Siti Dinamici e URL Re-Write: Ulteriori Considerazioni

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Advanced Link Manager: monitorare i backlinks

Davide Magnan | 2 giugno 2009

Advanced Link Manager

Tutti sanno quanto la quantità e la qualità dei link che puntano al nostro sito è un fattore molto importante per il posizionamento nei motori di ricerca!

Sarebbe utile avere un tool che ci permette di monitorare costantemente l’andamento temporale di questi link, così da tener traccia di chi ci linka o di chi ha rimosso il collegamento, o  sapere se ad esempio nell’ultimo mese abbiamo guadagnato o perso backlink utili…

Un software che controlla i link in entrata è Advanced Link Manager!

Advanced Link Manager permette infatti di monitorare i link collegati al nostro sito e ricevere informazioni sulla provenienza del collegamento.
Di seguito le caratteristiche principali di questo strumento:

  • report stampabili completamente personalizzabili;
  • ricerca potenziali partner;
  • esportazione del report prodotto sulla popolarità del sito nei formati Pdf, Html, Xml e Csv;
  • upload dei report via Ftp;
  • invio dei report generati a uno o più indirizzi email.

Dal sito ufficiale è possibile scaricare la demo valida per 30 giorni dalla data di attivazione che permette di scoprire tutte le funzionalità di questo software.

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Strani Clienti in sede

Matteo | 27 maggio 2009

Avere la sede operativa al piano terra implica che possano arrivare clienti incuriositi dalle nostre vetrine (e dal caos che si vede dalla strada).

Questa mattina si sono rivolti a noi dei clienti molto speciali…

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La cartolina più brutta

Matteo | 17 aprile 2009

Pasqua è appena passata, un break ci voleva: staccare ogni tanto aiuta. Ma, anche in vacanza un pensiero va sempre all’agenzia di grafica e comunicazione dove lavori!

Sarò malato, sarà che l’ambiente di lavoro è piacevole, sarà quel che sarà ma durante il mio ultimo week end di vacanza mi è venuta in mente la folgorazione: la gara per la cartolina più brutta in assoluto.

D’accordo, non è l’idea del millennio. Girando sulla rete si trovano mille mila idee del genere. Ma, a mia discolpa, pubblico qui quella che reputo essere la cartolina imbattibile nella sua categoria.

cartolina-brutta

Vedere gli spaghetti photoshoppati nel Colosseo mi ha fatto un gran bene…

C’è qualcuno che pensa di potermi battere?

Accetto la sfida! Mandatemi la vostra cartolina a questo indirizzo

Santa Fe srl
Via Steffani, 15/a
31100 Treviso (TV)

Oppure via mail a info@santfe.com

Si accettano commenti sulla cartolina:)

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La nostra prima azione di guerrilla marketing a Treviso

Enrico | 31 marzo 2009

Cosa mai sarà il guerilla marketing? Sarà la solita diavoleria moderna!

Niente di più sbagliato.

Il termine fa la sua prima apparizione in un libro, guerrilla marketing appunto, di Jay Conrad Levinson nel 1984. Questa “diavoleria moderna” è del secolo scorso!

Ma che cos’è?

Su wikipedia si trova una lista di linee guida a riguardo.

Le più importanti:

  • Basso budget economico
  • Alto budget creativo
  • Il ROI è misurabile in nuove relazioni instaurate

E voi ne avete fatto uno perché adesso va di moda?

In realtà no. Era il 2001 e avevamo un cliente che aveva tutte le caratteristiche a posto: non aveva molti soldi da spendere.

La sua necessità era quella di realizzare una pagina pubblicitaria per aumentare la sua brand awareness

Aveva bisogno di aumentare la sua brand awareness nel mercato locale (direi cittadino).

Il cliente aveva un negozio di abbigliamento intimo di alta qualità e voleva fare in modo che intimo diventasse sinonimo del suo brand. Quindi abbiamo pianificato una strategia che ha portato ad un ottimo successo.

Abbiamo allestito un servizio fotografico per la città e ne abbiamo aumentato l’impatto (di per sé già elevato) condendolo con un’aurea di esclusività e di professionalità.

Treviso, per un giorno, è diventata capitale della moda: 2 modelle che si prestavano per un sevizio fotografico in città.

Il set fotografico e, soprattutto, due guardie del corpo (amici istruttori in una palestra) hanno attirato l’attenzione dei trevisani, sopratutto per le modelle che giravano per Treviso e si facevano fotografare con l’intimo alla moda. Le trasparenze hanno aiutato.

Il fotografo, molto scenografico con due assistenti che posizionavano luci, flash e pannelli per il riflesso della luce; anche questo ha aiutato.

Risultato: il negozio ha ricevuto nei giorni immediatamente successivi all’evento un’elevata richiesta dei capi indossati dalle modelle e tutt’oggi molti si ricordano di quella giornata un po’ particolare.

Nei giorni successivi le pubblicità a tutta pagina sui quotidiani locali hanno allungato l’effetto.

Per la stagione abbiamo avuto materiale fotografico per le newsletter aziendali.

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